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V-Day #3: Agenzia delle Entrate

Dedico questo breve trattato agli sventurati cui sia sbadatamente capitato di scordare una scadenza fiscale e che si siano ritrovati catapultati nei perversi meandri dei “ravvedimenti operosi”, degli “accertamenti fiscali” o peggio ancora delle “cartelle esattoriali”.

Ai fortunati che sono riusciti a scampare questa trafila occorre precisare che la dimenticanza di cui sopra non è certo peccato di poco conto, considerata l’esistenza di un cattivone che non tollera molto facilmente questi atteggiamenti e anzi provvede puntualmente a riscuotere l’imposta dovuta dopo aver debitamente calcolato sanzioni (di diversi punti percentuali) ed interessi (al tasso legale): questo intransigente maldisposto risponde al nome di Erario.

Paradossalmente può capitare di ritrovarsi dall’altra parte della barricata, ovvero in posizione creditoria, ed illudersi di poter vantare pari trattamento… L’epilogo (dopo tanta fatica spesa per documentarsi adeguatamente sulle agevolazioni fiscali, attenersi scrupolosamente alle diaboliche regole ed in ultimo calcolare l’ammontare del beneficio spettante nella dichiarazione dei redditi 730) sarebbe quasi divertente se non mi riguardasse in prima persona.

Si parte a luglio 2014 con la notizia del mancato accredito delle somme in busta paga fino al compimento dei “controlli preventivi”, proseguiamo a settembre dello stesso anno con la lettera beffa firmata dall’Agenzia delle Entrate che mi invita a fornire le coordinate bancarie per consentire l’accredito delle somme a me spettanti entro il termine ultimo del 31/12/2014, si arriva a gennaio 2015 senza nemmeno l’ombra di un centesimo e al mio conseguente sollecito (scritto) a mezzo PEC al quale l’Agenzia si permette di rispondere (telefonicamente!) spergiurando di aver passato la mia pratica alla Banca d’Italia e che pertanto trattasi di attendere i tempi tecnici di rimborso (al più tardi entro il 28/02/2015), per giungere infine ad aprile quando, accingendomi a predisporre la nuova dichiarazione dei redditi (quella riportante l’ulteriore credito da aggiungersi a quello dell’anno precedente, ovviamente mai pervenuto) mi sento in dovere di sincerarmi riguardo al mancato rimborso.

Mio malgrado stavolta sono costretta a telefonare io (avendo l’Agenzia, nel frattempo, interrotto il servizio gratuito PEC, probabilmente avevano iniziato ad utilizzarlo in troppi…) così scopro che la mia dichiarazione è appena stata convalidata (ma come? E la richiesta dell’IBAN di settembre? E la pratica passata alla Banca d’Italia a gennaio?) e pertanto gli accrediti sono da attendere “presumibilmente” entro il 31/05/2015. E che non ci si azzardi nemmeno a pronunciare vocaboli indesiderati quali: termini perentori, interessi, ecc.

In parole povere dovrei pazientemente attendere, senza pretesa alcuna, e nel frattempo starmene pure zitta?

V-Day

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