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Tempi moderni #1: Halloween

Quando ero una bambina io il 31 ottobre era una giornata se non triste perlomeno malinconica, era quella che precedeva la festa di Ognissanti, quindi la Commemorazione dei Defunti, ed era simboleggiata dal crisantemo, un fiorellino piuttosto bellino che ha sempre scontato il prezzo di un accostamento quantomeno infelice…

Il periodo dell’anno peraltro si confaceva alla perfezione con l’atmosfera depressa: temperature in brusco calo, cieli plumbei e umidità penetrante; a coronare il tutto ben si inseriva anche la proposta culinaria brianzola che prevedeva tradizionalmente Cassöeula (ovvero un piatto popolano realizzato con gli scarti del maiale appena macellato, comprendente, fra altre cose, musetto, coda, orecchie e cotenne) e Oss da mort (ovvero dei biscotti realizzati solo con farina, zucchero, nocciole e albume, il cui nome evocativo può certamente essere ricondotto alla forma allungata, al colore pallido ed alla consistenza fastidiosamente dura).

Trent’anni dopo sono mamma, la data del 31 ottobre nel frattempo si è misteriosamente trasformata in una giornata festosa, quella che precede la magica notte di Halloween ed è simboleggiata da una zucca arancione intagliata con sguardi diabolici e sorrisetti satanici.

Il freddo e l’umido incredibilmente sono diventati i complici di un’atmosfera scherzosa in cui ci si traveste da streghe, scheletri, fantasmi, vampiri e si passa di casa in casa a suonare campanelli al grido benevolmente minaccioso di “dolcetto o scherzetto”; perfino a tavola i piatti della tradizione sono stati rimpiazzati da colorate e gustose preparazioni a base di zucca e dai dolcetti affettuosamente offerti dai vicini di casa fintamente terrorizzati.

E’ il momento di sfoderare un’ovvietà: “i tempi sono cambiati” e, alla faccia di chi sostiene che Halloween sia una festa anglosassone che non ci appartiene aggiungerei: “meglio adeguarsi”.

E in conclusione: “sto invecchiando”.

Amen

Snoopy e Woodstock Halloween

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