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Lezioni di sopravvivenza #4: Natale in famiglia…

Il Natale… la festa di tutti i bambini, il giorno atteso dai più e odiato dai pochi (?) che proprio non riescono a fingere di tollerare senza colpo ferire un’intera giornata “con i tuoi”.

Proprio così, perché dopo aver goduto di settimane di magica atmosfera natalizia fatta di migliaia di piccole luci multicolori, di decorazioni tematiche e di acquisti incontrollati, puntualmente si arriva al culmine: il fatidico giorno della riunione familiare, e questa, a seconda dei parenti che non abbiamo potuto scegliere ma che ci sono toccati in sorte, potrebbe rivelarsi una giornata altalenante tra l’imbarazzante e il tragicomico.

Ogni anno mi ripeto che la scelta migliore sarebbe quella di partire per una meta lontana il 23 dicembre e rendersi irreperibile fino a festività concluse e puntualmente ogni volta mi lascio convincere che forse è meglio restare, tapparsi tutti gli orifizi e resistere; se non altro per risparmiarmi lagne e piagnistei da parte degli esclusi prima, durante e soprattutto dopo, potenzialmente anche molti mesi dopo, la latitanza.

E allora conviene stilare un Decalogo, le regole d’oro da mettere in pratica per sopravvivere al Natale:

  • Vietato soffermarsi più di 5 secondi sugli outfit degli ospiti per evitare che il nervoso si impossessi del nostro stato d’animo, niente di peggio che impostare la giornata strabuzzando gli occhi davanti a certe imperdonabili cadute di stile…
  • Ostentare gioia per i doni ricevuti anche se inverosimilmente ridondanti, inutili, inadeguati e/o al terzo riciclo, dopodiché pensiamoci noi ad archiviarlo per sempre tra la raccolta differenziata onde evitare un ulteriore rigiro l’anno successivo.
  • Adoperarsi in cucina: una vera e propria full immersion ai fornelli, anche se sono il nostro nemico più acerrimo per i restanti 364 giorni, quale occasione migliore per svignarsela al sopraggiungere di ogni insofferenza e con una giustificazione onorevole!
  • Il milionesimo racconto dell’aneddoto capitato decenni prima al nonno non dovrà sembrarci scontato neanche per una frazione di secondo, a costo di farci venire una paresi facciale nel disperato tentativo di fingere stupore.
  • Esagerare con l’alcol sarebbe una pratica tanto piacevole quanto risolutiva ma dubito che nelle settimane seguenti si possa continuare a sostenere lo sguardo dei propri cari dopo aver trascorso un’intera giornata a biascicare dialoghi incomprensibili;
  • Ingozzarsi di cibo fino allo svenimento potrebbe creare una buona opportunità elusiva ma il rischio delle conseguenti pratiche di rianimazione rigorosamente “fai da te”, per non parlare dell’inevitabile strascico di racconti ospedalieri rischierebbe di protrarre oltremodo la permanenza degli ospiti vanificando tutti gli sforzi.

In poche parole, stringiamo i denti che un giorno tutto sommato passa in fretta, e sforzarci di essere più buoni costa davvero poca fatica: questo, per chi ancora non avesse capito, è l’ultimo, disperato tentativo di convincere soprattutto me stessa prima di chiunque altro…

Buon Natale!

Natale in famiglia

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