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Archive of ‘Food & wine’ category

Focus #4: il cioccolato sta finendo!

Il cioccolato sta finendo… ovvero ne consumiamo più di quanto siamo in grado di produrne, una notizia allarmante per i più, azzarderei l’aggettivo “catastrofica” per chi, come me, può definirsi “cioccolatista anonimo” per fare un parallelismo con i dipendenti da altre sostanze… una di quelle che inversa la giornata nella migliore delle ipotesi, così mi sono scapicollata ad approfondire l’argomento per constatare che c’era da aspettarselo prima o poi…

Ebbene sì, perché non bastava che il cioccolato fosse buono, c’è anche chi si è preso la briga di sbandierare ai quattro venti un infinito elenco di doti ad esso attribuibili e qui si va dall’antiossidante, all’antidepressivo, passando per l’afrodisiaco qualora ci fosse stata la necessità di convincere i pochi restii a farne largo consumo…

Così tra un complimento al gusto e una lode alle proprietà la voce è arrivata all’orecchio dei cinesi con conseguenze immaginabili, e mi scusino gli animalisti ma mi viene da pensare che fortunatamente la teobromina contenuta nel cioccolato ha effetti tossici sui nostri amici a quattro zampe altrimenti ci toccherebbe contendere anche a loro il prezioso nettare…

Ora che il dado è tratto (dò per scontato che sia ormai irreversibile la tendenza al consumo dopo averlo assaggiato la prima volta) mi domando: se non basta perché non se ne produce di più? La risposta è tanto impensabile quanto disarmante: i coltivatori non traggono sufficienti profitti e convertono le piantagioni di cacao in piantagioni di banane.

Cioè, se ho ben capito, c’è chi preferisce le banane al cacao, incredibile ma vero… del resto, mi viene da dire, entrambi crescono su un albero e possono pertanto qualificarsi “frutti” purtroppo però dubito fortemente che riuscirò, prima o poi, a convertire anche i miei gusti.

Il cioccolato sta finendo

Ricette possibili #1: grigliata di fine estate

Quale migliore occasione dell’ultimo giorno d’estate (sempre che di estate si possa parlare considerato che pioggia, freddo, e qualche sporadica giornata soleggiata – rigorosamente nei giorni lavorativi – hanno spadroneggiato fino a qualche giorno fa) per inaugurare la mia rubrica di ricette possibili.

Ebbene sì, proprio io che non so nemmeno spiegarmi perché possiedo una cucina (con quello che avrei risparmiato non comprandola starei vivendo di rendita al ristorante sotto casa) elargisco consigli ad altri, praticamente un ossimoro vivente!

Dunque, il primo passo è certamente quello di controllare il contenuto di frigorifero e dispensa.

Bene, sicuramente Carlo Cracco con una confezione di lenticchie rosse decorticate, un vaso di maionese già iniziato, delle olive giganti con nocciolo e uno scalogno ormai germogliato (del resto gli ha dedicato perfino un libro da figo) saprebbe realizzare un piatto sopraffino, ma io sono io, e non mi viene in mente nessuna unione commestibile.

Prima soluzione: chiamo un ottimo ristorante in zona e prenoto per la sera stessa (così la ricetta me la farei dare da loro ma probabilmente verrei smascherata in men che non si dica).

Seconda soluzione: chiamo mio marito e gli propongo una grigliata di fine estate (con le poche occasioni che ci sono state quest’anno per pranzare all’aperto sarà senz’altro entusiasta).

Come era prevedibile lo convinco facilmente, bisogna quindi procurarsi tutto l’occorrente: ho optato per una grigliata di carne e non possono mancare costine, salamelle, salsiccia arrotolata, spiedini e costata; volendo prodigarsi si potrebbe preparare tutto da sé ma si sa che la selezione, la frollatura e soprattutto il taglio della carne (in particolare per la costata se si opta per la “fiorentina”) devono essere eccelsi per un’ottima riuscita, meglio quindi lasciar fare al macellaio di fiducia…

Eventualmente prevedere patate, melanzane, zucchine e peperoni a fette per dare una parvenza di leggerezza e aggiungere un tocco di colore al piatto.

Ci siamo quasi, la preparazione del barbecue è per tradizione di pertinenza maschile, quindi non resta che cedere il grembiule e sedersi tranquille a sorseggiare un calice in beata attesa.

Dimenticavo… bollicine ad annaffiare il tutto, categoricamente Franciacorta, temperatura adeguata.

Et voilà!

Grigliata di fine estate, barbecue

Lezioni di sopravvivenza #2: Master… che?

E’ l’era dei Masterchef e sono tempi duri per i negati in cucina.

Eh sì, perché parliamoci chiaramente, ormai cucinano tutti, perfino i ratti (mi riferisco a Ratatouille per chi non ha dimestichezza con l’immaginario infantile) e quel che è peggio tutto ormai sembra direzionarsi a senso unico, i rimandi sono ovunque, la televisione è satura di show cooking, le edicole esplodono di riviste dedicate, i food blogger spopolano nel web e non solo, gli eventi enogastronomici proliferano e tutto ciò che non è specializzato è praticamente costretto a dedicare al gusto almeno una rubrica per non rimanere tagliato fuori.

E se sei rimasto uno dei pochi per cui cucinare non è una passione ma una rottura di scatole, se il pensiero di cosa preparare alla sera è il tuo tormento fin dal primo pomeriggio, se ti arrabatti fra aperitivi con i colleghi, sushi take-away, pizza da asporto e la scusa del tempo tiranno ti fa sempre più spesso capitare “casualmente” a casa dei genitori proprio all’ora di cena: in poche parole se ti piace mangiare ma non cucinare, diciamocelo, hai un bel problema.

Io, per inciso, appartengo alla seconda categoria.

Così quando ho annunciato la mia idea di un blog che si occupasse di tutto un po’, ricette comprese, si è scatenata l’ilarità di familiari, amici e conoscenti.

Mio figlio mi ha risparmiata ma è troppo piccolo per capire e fortunatamente ancora troppo ingenuo per distinguere le preparazioni della mensa scolastica da quelle casalinghe, o forse già lo fa, a discapito di queste ultime e non ha osato calcare la mano.

I gatti soprassiedono, del resto i loro manicaretti industriali (quali lo spiego in un apposito articolo) hanno un aspetto rassicurante ed emanano dei profumini invitanti, certamente non farebbero cambio con i miei e certe volte, confesso, nemmeno io…

Non senza disappunto mi sono ritrovata a chiedermi quale utilità avrebbe potuto avere una mia rubrica dedicata, la soluzione più adeguata sarebbe stata quella di consigliare qualche ottimo ristorante, e, anzi, certamente lo farò, quella alternativa (insisto) è rappresentata da una raccolta di ricette possibili, ad abilità zero e tempi di preparazione ridotti ai minimi termini, perché se si sono messi a cucinare tutti gli altri non vedo perché non debba tentare di farlo anch’io… con il vantaggio che io avrei un rapporto privilegiato, da negato a negato.

Snoopy Masterchef

Mezze verità, ovvero piccole bugie ripiene di Nutella

http://www.nutella.it

Primo giorno di asilo, di scuola materna, di scuola dell’infanzia, non si sa più come chiamarla!

Per mio figlio di quasi tre anni un passo importante, il giorno che segna la fine del dolce far niente e l’inizio di una lunga serie di impegni cadenzati, lui ancora beatamente ignora ciò che lo attende e io non ho il cuore di spiegargli che le lunghe giornate trascorse a regnare indisturbato a casa dei nonni sono finite…

Nelle ultime settimane ho preferito stimolare la sua curiosità parlandogli delle maestre, dei compagni, dei laboratori, abbiamo anche preparato insieme lo zainetto convinta che potesse servire a svincolare ma, come era prevedibile, esauriti i primi trenta secondi di entusiasmo la mia opera di persuasione si è frantumata.

Per convincerlo a rimanere in classe senza di me mi sono dovuta inventare che sarei andata a comprare il pane, in realtà per calmare la (mia) tensione mi sono scapicollata a rimpinguare la dispensa di Nutella che tutto sommato una certa attinenza con il pane ce l’ha, con l’attenuante di sortire un effetto molto più consolatorio…

Lo so, avrei potuto dedicare qualche minuto in cucina e realizzare una semplice ricetta ma mi sono arresa all’impellente necessità, in fin dei conti cosa c’è di meglio di pane e Nutella?

Snoopy cioccolata